Il riconoscimento e la diagnosi precoce dell’epidermolisi bollosa (EB) sono indispensabili.1 Ne consegue che il ruolo dei pediatri, in particolare di coloro che si occupano della valutazione pediatrica di base, è fondamentale sia per la diagnosi sia per la gestione dei bambini affetti da EB, al fine di contribuire a una loro migliore aspettativa di vita.1 Una diagnosi precisa e tempestiva è, inoltre, fondamentale per migliorare gli aspetti emotivi delle persone che si trovano ad affrontare l’EB, in particolare i genitori di bambini con una presentazione estesa che richiede cure mediche urgenti.2
La diagnosi e la gestione sono entrambe complesse: gli ospedali specializzati dovrebbero essere il centro di riferimento, garantendo una valutazione e un follow-up multidisciplinari. Tuttavia, è fondamentale il ruolo del pediatra di famiglia, regolarmente collegato al centro di riferimento, al fine di ridurre le difficoltà legate alla gestione e di prevenire/ritardare gravi complicanze.1
Il sospetto diagnostico si basa sulle caratteristiche cliniche (vedi tabella) e viene confermato da indagini come biopsia cutanea, microscopia elettronica e test genetici.3 L’importanza di ciascuna tecnica varia in base ai sottotipi di epidermolisi bollosa.3
- la microscopia elettronica ha una maggiore sensibilità nella diagnosi di EB simplex,
- la mappatura antigenica mediante immunofluorescenza è il metodo migliore per prevedere i casi gravi di EB giunzionale ed EB distrofica recessiva
- il test genetico conferma tutte le diagnosi, compresi alcuni sottotipi speciali di EB, e inoltre distingue l’EB distrofica dominante da quella recessiva.
Principali caratteristiche delle lesioni nei diversi tipi di EB4
| Tipo di EB | Caratteristiche delle lesioni | Altre caratteristiche |
| EB simplex | Lesioni superficiali, erosive e crostose
Guarigione senza cicatrici, ma con alterazioni della pigmentazione Nessuna ferita cronica |
Vesciche acrali (nel sottotipo localizzato) o raggruppate con disposizione erpetiforme (nel sottotipo grave)
Coinvolgimento esteso della cute e della cavità orale nell’infanzia La fragilità cutanea tende a migliorare nel tempo, mentre le vesciche palmo-plantari ricorrenti portano a cheratoderma focale o diffuso doloroso |
| EB giunzionale | Ferite croniche, con tessuto di granulazione sovrabbondante, che interessano frequentemente il viso e la regione occipitale, la zona del pannolino, le estremità
Guarigione con alterazioni della pigmentazione o con cicatrici |
Coinvolgimento esteso della cute e delle mucose, ritardo della crescita e sepsi nei sottotipi gravi
Coinvolgimento variabile delle mucose, distrofia e perdita delle unghie, perdita di capelli nei sottotipi intermedi e localizzati |
| EB distrofica | Le ferite guariscono con cicatrici e formazione di milia
Le ferite possono recidivare nelle stesse aree esposte a trauma. Nel corso della malattia possono diventare croniche. |
Nei sottotipi di DEB dominante, le lesioni cutanee sono principalmente localizzate in siti esposti a traumi, come mani, piedi, gomiti e ginocchia, con cicatrici atrofiche.
Le forme di DEB recessiva sono solitamente più generalizzate e caratterizzate da cicatrici che portano a fusione progressiva delle dita delle mani e dei piedi (pseudosindattilia) con conseguenti deformità a guanto, da contratture articolari, nonché da un maggiore coinvolgimento delle membrane mucose (ad es. cavità orale ed esofago). L’insorgenza precoce di carcinomi squamocellulari aggressivi in corrispondenza di ferite croniche è tipica della DEB recessiva e ne rappresenta la principale causa di morte. |
| EB di Kindler | Erosioni con croste nell’infanzia.
Poiché la tendenza alla formazione di vesciche diminuisce con l’età, le ferite sono rare. |
Fragilità cutanea acrale nella prima infanzia. Nel tempo, la fragilità cutanea si riduce, mentre compaiono fotosensibilità, poichilodermia e cicatrici atrofiche. |
L’EB è una delle patologie cutanee più devastanti e il sottotipo distrofico recessivo (RDEB) è la forma più grave.5 Poiché mancavano linee guida di pratica clinica specifiche per la cura di questa forma di EB, è stata recentemente realizzata una consensus multidisciplinare italiana, con metodo Delphi, con l’obiettivo di fornire agli operatori sanitari indicazioni pratiche sulla gestione della RDEB dalla nascita all’età adulta.6 In particolare, la cura delle ferite è il caposaldo del trattamento dei pazienti affetti da RDEB.6
- Prima di ogni cambio di medicazione deve essere somministrata un’adeguata analgesia.
- Il cambio di medicazione deve essere effettuato in un ambiente rilassante, con tutti i materiali pronti all’uso.
- In assenza di infezione, la medicazione della ferita deve essere eseguita 2-3 volte a settimana.
- Le ferite devono essere pulite con soluzione fisiologica sterile o soluzioni antisettiche a bassa tossicità. La vaselina deve essere applicata ripetutamente per eliminare delicatamente le croste; quindi, l’area deve essere immersa e lavata.
- Per evitare l’estensione periferica delle vesciche, le nuove vesciche devono essere incise con un ago sterile (o una lancetta pungi-dito), lasciando intatto il tetto della vescica.
- Le medicazioni devono essere scelte in base alle caratteristiche della ferita:
- per ferite essudanti impiegare medicazioni primarie non aderenti di ultima generazione, come schiume di silicone morbide e medicazioni a membrana polimerica,
- per ferite asciutte o con essudato lieve impiegare strati di contatto lipocolloidali o in silicone morbido e idrogel.
- Sopra lo strato di contatto va avvolta una garza morbida; inoltre, si possono utilizzare reti tubolari per fissare le medicazioni sottostanti.
- La medicazione individuale delle dita, iniziata durante l’infanzia, dovrebbe essere portata avanti per ritardare la fusione delle dita. La separazione dovrebbe essere eseguita utilizzando medicazioni facilmente modellabili, come le medicazioni a contatto o le morbide schiume di silicone.
- Il trattamento delle ferite gravemente colonizzate e infette richiede misure specifiche:
- è necessario prelevare un tampone cutaneo per l’identificazione dei microrganismi e la determinazione della sensibilità antimicrobica,
- la medicazione della ferita deve essere effettuata quotidianamente utilizzando come strati di contatto medicazioni in schiuma a base di silicone,
- la pulizia deve essere eseguita con antisettici delicati seguita dall’applicazione di una crema antisettica per ridurre la carica batterica,
- gli antibiotici/antimicrobici topici devono essere utilizzati per brevi periodi per prevenire resistenza e sensibilizzazione,
- in alternativa si possono utilizzare prodotti contenenti argento, prestando attenzione a limitare il tempo di somministrazione e la superficie trattata a causa del potenziale assorbimento sistemico,
- gli antibiotici sistemici devono essere somministrati in presenza di lesioni infette multiple e/o infezione profonda con coinvolgimento dei tessuti circostanti.
- La guarigione delle ferite infette deve essere attentamente monitorata mediante valutazione clinica dell’aspetto e dell’odore della ferita (essudato) e dell’area perilesionale (eritema e gonfiore), del miglioramento dei sintomi locali (dolore) e, infine, della riduzione delle dimensioni.
Oltre alla gestione delle ferite è necessario intervenire sui problemi nutrizionali dovuti al ridotto assorbimento gastrointestinale, alle perdite croniche, alla stenosi esofagea e allo stato infiammatorio cronico. In particolare, l’anemia rappresenta una delle complicanze più importanti, che può richiedere trasfusioni. La malnutrizione, le carenze vitaminiche e l’anemia sono state correlate al ritardo della crescita nei bambini con EB. È necessaria una dieta specifica con un equilibrio di tutti i macronutrienti e un miglioramento dell’apporto calorico con limitazione degli zuccheri, per prevenire la carie dentale tipica dei pazienti con EB.1 Inoltre, è necessario un monitoraggio regolare per rilevare le complicanze e le sequele, quali la sepsi e il carcinoma a cellule squamose.1
Bibliografia
- Marchili MR et al. Epidermolysis Bullosa in children: the central role of the pediatrician. Orphanet J Rare Dis 2022 ;17(1):147. doi: 10.1186/s13023-021-02144-1.
- Korte EWH et al. Navigating the diagnostic journey of epidermolysis bullosa: a qualitative study of the lived experiences and needs of parents and patients. Br J Dermatol. 2024 Oct 17;191(5):737-745. doi: 10.1093/bjd/ljae242. PMID: 38860499.
- Retrosi C et al. Multidisciplinary care for patients with epidermolysis bullosa from birth to adolescence: experience of one Italian reference center. Ital J Pediatr 2022;48(1):58. doi: 10.1186/s13052-022-01252-3.
- Has C et al. Practical management of epidermolysis bullosa: consensus clinical position statement from the European Reference Network for Rare Skin Diseases. J Eur Acad Dermatol Venereol 2021;35(12):2349-2360. doi: 10.1111/jdv.17629.
- Bonafont J et al. Correction of recessive dystrophic epidermolysis bullosa by homology-directed repair-mediated genome editing. Mol Ther 2021;29(6):2008-2018. doi: 10.1016/j.ymthe.2021.02.019.
- El Hachem M et al. Taking care of patients with recessive dystrophic epidermolysis bullosa from birth to adulthood: a multidisciplinary Italian Delphi consensus. Orphanet J Rare Dis 2025;20(1):128. doi: 10.1186/s13023-025-03635-1.


