Una diagnosi precoce della lipodistrofia migliora gli esiti per il paziente

Lipodistrofia: importanza di una diagnosi precoce

La diagnosi di lipodistrofia è resa difficile della mancanza di criteri diagnostici ben definiti, che la rendono dipendente da una combinazione di fattori, tra cui la storia clinica del paziente, la distribuzione del grasso, l’esame fisico, la presenza di complicanze metaboliche, gli studi di imaging e altri indicatori clinici unici per ciascun sottotipo.1

Una recente indagine condotta in Francia ha evidenziato dai medici un ritardo diagnostico mediano di 6 anni delle sindromi da lipodistrofia genetica 2 mentre un’indagine condotta con i pazienti ha indicato un ritardo mediano di 12 anni, con il 36% degli intervistati che ha riportato di aver consultato più di 5 medici prima di ricevere la diagnosi per i propri sintomi da lipodistrofia genetica.2,3

Una diagnosi tempestiva delle lipodistrofie è essenziale per prevenire o trattare le complicanze metaboliche e/o organiche, che hanno un impatto significativo su morbilità e mortalità associate a queste patologie.3 Inoltre, nei pazienti con lipodistrofia la qualità della vita può essere gravemente compromessa, con disturbi dell’umore, dolore cronico e una percezione gravemente alterata dell’immagine corporea.3

Per queste ragioni sono in continuo aggiornamento algoritmi e strumenti atti a facilitare l’identificazione degli individui affetti da lipodistrofie.1,4

Qualsiasi individuo con perdita parziale o completa di grasso sottocutaneo dovrebbe essere valutato per la lipodistrofia. Comorbilità come diabete mellito, ipertrigliceridemia grave con o senza pancreatite acuta, sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) o steatoepatite associata a disfunzione metabolica potrebbero sollevare il sospetto clinico di lipodistrofia.1

  • La lipodistrofia generalizzata si presenta tipicamente con un fenotipo riconoscibile e pronunciato, caratterizzato dalla completa assenza di tessuto adiposo che mette in evidenza la muscolatura sottostante. Al contrario, la lipodistrofia parziale si manifesta spesso in modo più graduale, con zone corporee lipoatrofiche e altre con accumulo paradosso di grasso sottocutaneo.1
  • Quando un neonato, un lattante o un bambino piccolo mostra un aspetto muscoloso e una assenza generalizzata di grasso corporeo, senza alcun segno di malnutrizione o stato catabolico, la lipodistrofia potrebbe essere una diagnosi ovvia.1
  • Quando viene diagnosticata la lipodistrofia generalizzata, il passo successivo dovrebbe essere quello di raccogliere più dati clinici per distinguere tra forme congenite e acquisite. Un’anamnesi dettagliata è essenziale per determinare l’età in cui è iniziata la perdita di grasso. Nella lipodistrofia generalizzata congenita, la perdita di grasso è in genere evidente poco dopo la nascita o entro i primi anni di vita. Al contrario, la lipodistrofia generalizzata acquisita si manifesta solitamente nella tarda infanzia o durante l’adolescenza.1
  • La lipodistrofia generalizzata congenita spesso comporta un aumento dell’appetito e una crescita accelerata durante la prima infanzia, e i pazienti possono presentare caratteristiche di acromegalia. Mentre la lipodistrofia generalizzata acquisita è spesso associata a malattie autoimmuni.1
  • La diagnosi clinica di lipodistrofia parziale familiare può essere più difficile. Nelle donne la diagnosi può essere facilitata dall’assenza selettiva di grasso, oltre a un’elevata prevalenza di irsutismo, irregolarità mestruali e anomalie metaboliche. Negli uomini la diagnosi è resa più difficile a causa dei fenotipi più sfumati e di un profilo metabolico meno aggressivo rispetto alle donne.1
  • L’analisi genealogica può suggerire forme genetiche di lipodistrofia, e la consanguineità parentale dovrebbe aumentare il sospetto di malattie autosomiche recessive. Al contrario, malattie autoimmuni o autoinfiammatorie e l’uso di determinati farmaci, corticosteroidi, inibitori dei checkpoint immunitario l’utilizzo di farmaci antirigetto dopo irradiazione total body e trapianto di midollo per patologie oncoematologiche in età pediatrica, possono suggerire forme acquisite di lipodistrofia.1, 5
  • I pazienti devono essere sottoposti a screening per le caratteristiche cliniche dei sottotipi di lipodistrofia, le complicanze metaboliche e le comorbilità. Caratteristiche cutanee come l’acantosi nigricans e l’irsutismo nelle donne possono indicare insulino-resistenza, mentre gli xantomi eruttivi e la lipemia retinica suggeriscono una grave ipertrigliceridemia. Gli esami oftalmici possono rivelare complicanze, come la retinopatia diabetica, o segni specifici del sottotipo come le drusen retiniche nei pazienti con sindrome di Barraquer-Simons.1

Caratteristiche cliniche dei quattro principali sottotipi di lipodistrofia4

Caratteristiche cliniche Lipodistrofia generalizzata Lipodistrofia parziale
Congenita (CGL) Acquisita (AGL) Famigliare (FPLD) Acquisita (APL)
Perdita e distribuzione del tessuto adiposo Assenza quasi totale di grasso corporeo a partire dalla nascita o poco dopo

 

Perdita progressiva di grasso che porta alla quasi totale assenza di tessuto adiposo Perdita parziale di grasso che colpisce prevalentemente gli arti

 

Perdita graduale di tessuto adiposo dalla testa in giù
Anamnesi famigliare Sì, consanguineità (solitamente autosomica recessiva) No Sì, consanguineità (solitamente autosomica dominante) No
Patologie e comorbilità associate Le anomalie metaboliche sono gravi e di solito iniziano nella prima infanzia

Le caratteristiche specifiche del sottotipo possono essere distintive*

 

Bassi livelli sierici del complemento 3 e 4 (C3 e C4); autoanticorpi anti-perilipina 1

Può essere associata a malattie autoimmuni#

Le anomalie metaboliche sono solitamente gravi

 

Le anomalie metaboliche sono comuni

Le anomalie metaboliche possono iniziare più tardi rispetto alla CGL, ma possono essere gravi quanto nella GCL in età adulta

Bassi livelli sierici del complemento 3 (C3), glomerulonefrite

Le anomalie metaboliche sono meno comuni, ma possono variare in gravità

*I pazienti con CGL4 presentano miopatia, anomalie scheletriche, stenosi pilorica, problemi di motilità gastrointestinale e aritmie cardiache. #Ad esempio, dermatomiosite giovanile, epatite autoimmune, diabete di tipo 1, pannicolite.

Oltre a queste categorie classiche, esistono ulteriori eziologie, tra cui sindromi progeroidi, sindromi genetiche complesse, sindromi auto-infiammatorie e lipodistrofia indotta da terapia mieloablativa, che possono presentarsi con GL e PL.

 

CHECK LIST PER LA DIAGNOSI DI SINDROME LIPODISTROFICA4
✔      Raccogliere una dettagliata storia pregressa medica/familiare

✔      Tenere sempre presente che la sintomatologia può variare in relazione all’eziologia congenita o acquisita

✔      Richiedere foto pregresse del paziente e dei componenti della famiglia

✔      Eseguire un esame fisico completo

✔      Documentare la perdita di grasso sottocutaneo

✔      Misurare le pliche cutanee (ad es. coscia anteriore)

✔      Considerare densitometria a raggi X a doppia energia (DXA- opzione consigliata) o risonanza magnetica (MRI) per documentare la perdita di grasso

✔      Ricercare eventuali segni di insulino-resistenza

✔      Prescrivere test di routine per la ricerca di alterazioni metaboliche o anomalie d’organo

✔      I livelli di leptina possono essere di supporto ma non diagnostici per lipodistrofia

✔      Prescrivere test genetici sulla base dei risultati clinici

 

Bibliografia

  1. Gilio D et al. Clinical Guidance for Lipodystrophy Syndromes: From Diagnosis and Work-Up to Treatment. Curr Diab Rep 2025;25(1):47. doi: 10.1007/s11892-025-01603-4.
  2. Vantyghem MC et al. Lipodystrophy and severe insulin resistance syndrome: Epidemiological data from a French national rare diseases registry. Ann Endocrinol (Paris) 2025;86(4):101730. doi: 10.1016/j.ando.2025.101730.
  3. Mosbah H et al. Patients’ perspective on the medical pathway from first symptoms to diagnosis in genetic lipodystrophy. Eur J Endocrinol 2024 3;190(1):23-33. doi: 10.1093/ejendo/lvad169.
  4. Fourman LT et al. A rapid action plan to improve diagnosis and management of lipodystrophy syndromes. Front Endocrinol (Lausanne) 2024;15:1383318. doi: 10.3389/fendo.2024.1383318
  5. Ceccarini G et al. Acquired partial lipodystrophy after bone marrow transplant during childhood: a novel syndrome to be added to the disease classification list. J Endocrinol Invest 2017;40(11):1273-1274. doi: 10.1007/s40618-017-0731-x.