Lipodistrofie e ruolo endocrino del tessuto adiposo

Lipodistrofie e ruolo endocrino del tessuto adiposo

Le sindromi lipodistrofiche sono un gruppo eterogeneo di malattie rare caratterizzate da assenza o perdita di tessuto adiposo di entità variabile.1

Queste patologie possono essere classificate in due gruppi eziologici: forme congenite e acquisite.1 Le forme congenite sono geneticamente determinate e l’ereditarietà può essere autosomica recessiva o autosomica dominante; le forme acquisite sono secondarie a patologie autoimmuni o autoinfiammatorie, o possano essere secondarie a determinati trattamenti farmacologici, come nel caso delle lipodistrofie secondarie a trapianto di midollo e irradiazione per patologie ematologiche pediatriche.2,3

Le sindromi lipodistrofiche si distinguono ulteriormente per l’entità della mancanza di tessuto adiposo, che può manifestarsi come un’assenza diffusa in tutto il corpo (lipodistrofia generalizzata) o come una deplezione di tessuto adiposo in regioni specifiche (lipodistrofia parziale).1

Pertanto, le quattro principali forme cliniche di lipodistrofia includono: lipodistrofia generalizzata congenita (CGL), lipodistrofia generalizzata acquisita (AGL), lipodistrofia parziale familiare (FPLD) e lipodistrofia parziale acquisita (APL).2

La perdita di tessuto adiposo porta all’accumulo di grasso ectopico che, a sua volta, innesca lo sviluppo di una grave steatosi ectopica multiorgano.4

Il tessuto adiposo, oltre ai suoi ben noti effetti sulla regolazione energetica dell’intero organismo, è un organo endocrino che secerne un ampio numero di adipochine, tra cui la leptina, dotate di azioni pleiotropiche su diverse vie di segnalazione. I livelli circolanti di leptina sono proporzionali alla quantità di grasso corporeo e dipendono anche da età, genere e stato nutrizionale. Gli adipociti sottocutanei esprimono livelli di leptina più elevati rispetto agli adipociti viscerali.5

  • La leptina interagisce con diverse vie neuronali nell’ipotalamo per promuovere la sazietà e influenzare il sistema dopaminergico mesolimbico che regola gli aspetti edonici dell’alimentazione.
  • Agendo nel sistema nervoso centrale, la leptina regola anche il dispendio energetico e diverse risposte ormonali neuroendocrine, contribuendo, tra l’altro, alla regolazione della funzione riproduttiva.
  • I recettori della leptina sono, inoltre, ampiamente espressi nei tessuti periferici, dove l’ormone esercita effetti pleiotropici, in particolare nella regolazione delle funzioni metaboliche, dell’omeostasi ossea, nonché dell’immunità innata e adattativa.5

Le lipodistrofie sono associate a ipoleptinemia, che è proporzionale all’entità della perdita e/o disfunzione del tessuto adiposo: i livelli di leptina circolante variano tra valori estremamente bassi nelle forme generalizzate della malattia in cui quasi tutti i depositi di grasso corporeo sono assenti, a valori variabili nelle forme parziali della malattia, in cui l’atrofia del tessuto adiposo risparmia alcune zone corporee.5

Nelle lipodistrofie la ridotta secrezione di leptina contribuisce alla loro patogenesi influenzando negativamente il controllo dell’appetito, l’omeostasi e il metabolismo di glucosio e lipidi. Nelle fasi avanzate della malattia, possono svilupparsi gravi anomalie metaboliche (ad esempio, grave resistenza all’insulina e diabete difficile da trattare, grave ipertrigliceridemia) e complicazioni d’organo (ad esempio, steatoepatite non alcolica, nefropatia, pancreatite, disturbi cardiovascolari e anomalie del sistema neuromuscolare).6

Data la natura progressiva di queste complicanze, i pazienti giovani inizialmente potrebbero non mostrare disturbi metabolici.2

Oggi sono disponibili strumenti diagnostici1,6 che favoriscono una diagnosi precoce delle lipodistrofie, fondamentale per ridurre il rischio di esporre i pazienti allo sviluppo di gravi malattie metaboliche e danni d’organo.6

Bibliografia

  1. Gilio D et al. Clinical Guidance for Lipodystrophy Syndromes: From Diagnosis and Work-Up to Treatment. Curr Diab Rep 2025;25(1):47. doe: 10.1007/s11892-025-01603-4.
  2. Foss-Freitas M et al. Lipodystrophy Syndromes: One Name but Many Diseases Highlighting the Importance of Adipose Tissue in Metabolism. Curr Diab Rep 2025;25(1):46. do: 10.1007/s11892-025-01602-5.
  3. Ceccarini G et al. Acquired partial lipodystrophy after bone marrow transplant during childhood: a novel syndrome to be added to the disease classification list. J Endocrinol Invest 2017;40(11):1273-1274. doi: 10.1007/s40618-017-0731-x.
  4. Calcaterra V et al. Lipodystrophies in non-insulin-dependent children: Treatment options and results from recombinant human leptin therapy. Pharmacol Res 2023;187:106629. doi: 10.1016/j.phrs.2022.106629.
  5. Vigouroux C et al. Leptin replacement therapy in the management of lipodystrophy syndromes. Ann Endocrinol (Paris) 2024;85(3):201-204. doi: 10.1016/j.ando.2024.05.022.
  6. Fourman LT et al. A rapid action plan to improve diagnosis and management of lipodystrophy syndromes. Front Endocrinol (Lausanne) 2024;15:1383318. doe: 10.3389/fendo.2024.1383318.