La trasmissione della LHON
Quando parliamo della trasmissione delle malattie affrontiamo un tema molto complesso, che ha un forte impatto anche nelle dinamiche psicologiche e familiari. L’informazione e la divulgazione scientifica però devono scardinare il senso di colpa che talvolta è legato alla trasmissione delle malattie ereditarie.
Per questo oggi cerchiamo di comprendere come avviene la trasmissione della Neuropatia Ottica di Leber (LHON). Come sicuramente saprete è una malattia genetica rara che colpisce il nervo ottico, causando una progressiva perdita della vista. Questa patologia si inserisce in un gruppo di malattie ereditarie molto particolari che non sono legate al DNA cellulare ma a quello mitocondriale.
I mitocondri sono piccoli organelli presenti nelle nostre cellule, per chiarirne la funzione spesso li chiamiamo “centrali energetiche” perché la loro principale funzione è quella di produrre energia attraverso un’affascinante processo biochimico chiamato respirazione cellulare. Chi segue i miei articoli su questo portale avrà letto molte volte l’esempio che uso per spiegare il DNA cellulare: dico che è un po’ come la costituzione di uno Stato; infatti, il DNA del nucleo della cellula detta la legge, spiega chi deve fare cosa e dà comandi a ogni compartimento cellulare. Tuttavia, il mitocondrio è un po’ come uno stato nello stato, una provincia autonoma: ha una sua legge, ovvero ha un suo DNA, chiamato appunto DNA mitocondriale.
Questo DNA è ereditato quasi esclusivamente dalla madre. Infatti, durante la fecondazione lo spermatozoo contribuisce con il proprio DNA nucleare, ma i suoi mitocondri, situati nella coda, non entrano nell’ovulo e vengono generalmente degradati. Quindi rimangono i mitocondri della madre che verranno ereditati quasi in esclusiva dal figlio. Sono descritti solo rari casi in cui è presente DNA mitocondriale anche del padre.
Ti ho fatto questa importante premessa sul DNA mitocondriale e su questo organello così peculiare delle nostre cellule proprio perché la LHON appartiene alle cosiddette “malattie mitocondriali”, ovvero delle patologie che hanno alla base un malfunzionamento dei mitocondri. In particolare, la LHON è causata da mutazioni nel DNA mitocondriale, che alterano i geni delle subunità del complesso I della catena respiratoria mitocondriale. Questa catena è essenziale per la produzione di energia cellulare. Le tre mutazioni principali responsabili della maggior parte dei casi di LHON si trovano nelle posizioni nucleotidiche 11778, 3460 e 14484, che coinvolgono i geni MT-ND1, MT-ND4 e MT-ND6.
Poco fa abbiamo detto che nei mitocondri avviene la respirazione cellulare, questo processo è il risultato di una serie di passaggi che avvengono in alcuni “complessi”, una specie di catena di montaggio che permette di produrre energia. Le mutazioni che abbiamo visto prima compromettono il funzionamento del complesso I, e proprio come succede con un guasto in una catena di montaggio, il risultato è che viene prodotta meno energia e, nella LHON, questo problema è a carico delle cellule del nervo ottico. La conseguenza è una degenerazione progressiva di queste cellule e, quindi, una perdita della vista.
Come abbiamo visto il DNA mitocondriale è ereditato quasi esclusivamente dalla madre, per questo motivo le donne portatrici possono trasmetterla a tutti i loro figli, indipendentemente dal sesso a differenza dei maschi portatori della mutazione.
Un altro aspetto interessante della LHON è la sua penetranza incompleta: significa che non tutti coloro che ereditano una mutazione sviluppano la malattia. Questo dipende da una combinazione di fattori genetici, epigenetici e ambientali. Per esempio, si è osservato che gli uomini hanno una probabilità cinque volte maggiore di manifestare la malattia rispetto alle donne. I motivi di questa differenza non sono ancora del tutto chiari, ma si ipotizza il coinvolgimento di ormoni o di altri fattori genetici.


